TRADIZIONI
Artigianato
Nella storia, l’artigianato morconese poteva contare su figure di eccellenza che oggi risultano totalmente scomparse. Nei boschi si incontravano i taglialegna che a colpi di accetta abbattevano e lavoravano gli alberi e i carbonari, abili maestri nella produzione di carbone dalla legna fornita dai taglialegna. Gli strumenti utilizzati dai taglialegna erano forniti dai fabbri che con martello e incudine davano forma non solo ad attrezzi e utensili ma anche a pregiati pezzi di ferro battuto. Altra eccellenza nella tradizione artigiana era il settore calzaturiero. Le calzature prodotte a Morcone erano di elevato pregio e venivano vendute nei paesi vicini durante le fiere. Erano solide, pesanti e avevano lunga durata nonostante fossero utilizzate anche nel lavoro dei campi. Il mastro calzolaio preparava la tomaia e tagliava personalmente la pelle necessaria per poi cucirla a mano e passare poi il prodotto ad eventuali collaboratori e apprendisti. Altra figura oggi quasi del tutto scomparsa era lo spazzacamino che andava in giro con gli attrezzi a pulire le ciminiere con la faccia sempre nera di fuliggine. La particolare conformazione del tessuto urbano contribuì anche all’affermarsi di una figura importante e cioè il conducente di muli per il trasporto di merci dalle campagne al centro abitato. L’utilizzo degli animali non era solo collegato al trasporto ma anche al lavoro nei campi. Muli, cavalli, buoi e mucche per non avere problemi alle zampe dovevano essere ferrati. Si affermò allora la figura del maniscalco “ferra ciucci” che apponeva il classico ferro di cavallo anche a domicilio. Altri instancabili lavoratori erano i “calacaiuli”, addetti a cuocere le pietre per farne calce, gli artigiani della pietra, abili a selezionarle e scolpirle, dando consigli anche su come disporle, i “Ri funari” che lavorando la stoppa producevano spaghi e corde.
Panni di lana

Fiorente attività su cui si basava l’economia locale era la lavorazione della lana. Gli strumenti maggiormente utilizzati erano le Valechere, rudimentali strumenti prima di legno e poi di ferro che servivano per rendere il panno più compatto, più pulito e con aspetto migliore. I prodotti che venivano fuori dalla lavorazione della lana assumevano caratteristiche uniche tanto da essere tra i più rinomati e ricercati nel periodo del 1700. I laboratori di produzione erano piccoli ma dotati di ottima professionalità. Contadini e allevatori fornivano la materia prima che veniva lavata, pulita da eventuale sporcizia residua e passata alla tessitura. Qui decine di donne tessevano la lana producendo pezzi unici che poi venivano destinati ai vari utilizzi. I prodotti semilavorati venivano rifiniti con le Valechere e poi passati alle tintorie per la colorazione che avveniva a mano con prodotti naturali ed asciugatura al sole. Tale settore ha conosciuto negli anni una progressiva recessione a causa del mancato adeguamento verso le trasformazioni industriali che stavano portando un certo cambiamento nell’economia dell’epoca e questo ne ha determinato una forte crisi fin dai primi decenni del 900.

Festa di San Bernardino

Patrono del comune di Morcone, si festeggia il 20 maggio. Oltre agli appuntamenti religiosi nella giornata della ricorrenza, la sera precedente si rievoca una vecchia leggenda accendendo un grande falò, “ro pagliaro” simbolo di gioia e invito a bruciare, in maniera simbolica vizi, perversioni, malcostumi che assalgono il mondo. Tale rito discende dalla leggenda secondo la quale San Bernardino in una delle tante missioni, percorrendo il Tratturo Pescasseroli – Candela, fu attratto dalla bellezza del paese e lasciando la via principale, si diresse verso il centro abitato dove iniziò a predicare contro i vizi dell’uomo, dalla lussuria al gioco d’azzardo, dalle truffe alle ingiurie. I morconesi furono turbati dalle parole del Santo e per cercare di riconciliarsi nello spirito si precipitarono a bruciare tutti gli oggetti che significavano vita di lusso e spreco. Da allora il tradizionale rito di accendere un grande fuoco, anche se non per bruciare oggetti ma per rivivere semplicemente e simbolicamente il percorso iniziato dal Santo.

Presepe Vivente

Definito “il presepe nel presepe”, prende vita nel periodo che va a cavallo tra il giorno di Capodanno e l’Epifania, solitamente il giorno 3 Gennaio. L’evento permette di rivivere la magia della nascita di Cristo, dall’Annunciazione al viaggio di Giuseppe e Maria, dalla Natività all’annuncio della nascita ai pastori fino all’arrivo dei Re Magi per concludere con l’imponente fiaccolata di pastori che portano i doni a Gesù rappresentato dall’ultimo maschio nato in paese. Durante la manifestazione si rivivono vecchie tradizioni e antichi mestieri che hanno dato prestigio alla comunità morconese. Lungo il percorso dove si sviluppa il presepe, le vecchie case signorili vengono aperte al pubblico e diventano sedi di antichi mestieri, piccoli mercatini e scene di vita familiare. Maggiore risalto all’evento viene dato dalla particolare conformazione urbanistica del comune che da l’impressione di essere proprio il paesaggio caratteristico del classico presepe. La manifestazione ha ricevuto numerosi riconoscimenti non solo in ambito provinciale ma anche a livello nazionale.

Festa di San Domenico

In occasione di tale festività il comune distribuisce alla cittadinanza il pane di San Domenico. Si tratta di pagnotte benedette chiamate “panecello” di forma allungata aventi disegni geometrici. Secondo la tradizione popolare il giorno della festa è assolutamente vietato svolgere qualsiasi lavoro o attività altrimenti si veniva circondati dai serpenti.

Festa di San Rocco

La festività ricorre il 16 agosto. Oltre ai riti religiosi vi è l’usanza da parte delle massaie di preparare delle “frese”, tradizionali ciambelle rustiche preparate con pasta lievitata e uova che si bagnano nelle acque di una fontana che si trova nei pressi della chiesa e si offrono a parenti, amici e conoscenti.

Carnevale

Il carnevale ha origini antichissime, risalenti all’antica Grecia con le feste Dionisiache o alle Saturnali presso i Romani. L’usanza era quella di andare in giro mascherati ballando per le strade e nelle case dove si allestivano banchetti e ricevimenti. Uomini travestiti da donne e donne travestiti da uomini giravano per il paese cantando delle filastrocche divertenti e coinvolgendo i cittadini. Gli abiti venivano realizzati con semplici stracci, cenci o stoffe avute in regalo e in alcuni casi anche da pelli di animali. L’aspetto più importante del carnevale a Morcone era comunque quello culinario. Tutto si concentrava nell’ultimo giorno, il martedì grasso. I rioni del comune organizzavano un affollatissimo corteo che percorreva le strade tra canti, balli e scenette divertenti. La sfilata poi convergeva in una piazza dove ciascun gruppo organizzato presentava recite ridicole, canti scherzosi e balli fino a notte fonda mangiando e bevendo più del dovuto in vista del seguente periodo quaresimale. Protagonisti erano soprattutto i dolci caratteristici: scorpelle al miele, struffoli, chiacchiere, calzoni ripieni ai ceci o alle castagne, migliacci dolci di semola, cannoli all’amarena. La tradizione delle sfilate si è tramandata negli anni e di recente, su idea della pro-loco è stata ripristinata anche la presentazione dei carri allegorici, rappresentanti in maniera ironica eventi di attualità civile, politica o fantasy.

Estate Morconese

Manifestazione nata nel lontano 1957 per allietare i periodi di vacanza degli emigranti che tornavano alla terra di origine, è diventata nel tempo il punto di riferimento estivo non solo per Morcone ma anche per i piccoli centri circostanti. Comprende manifestazioni di vario genere, da concorsi di bellezza a serate musicali, da gare di pesca a tornei sportivi e le immancabili serate gastronomiche.

Fiera di Morcone

L’evento si svolge nella seconda metà di settembre di ogni anno nell’area della Piana di Morcone su un’area di circa 20 mila mq. La fiera campionaria di Morcone nasce nel 1974 voluta fortemente dall’amministrazione comunale per favorire lo sviluppo socio – economico del comune e dell’area dell’Alto Tammaro. Ogni anno migliaia di persone visitano l’area fieristica dove nei vari padiglioni sono allestiti stand che interessano diversi settori: agricoltura, industria, arredamento, energia, riscaldamento, abbigliamento, tempo libero, giardinaggio, gastronomia. Negli anni l’area destinata all’evento è stata ampliata e sono stati costruiti nuovi stabili dove sia nei giorni della fiera che in altri periodi dell’anno si tengono convegni, dibattiti, congressi. Solitamente il periodo in cui si svolge l’evento comprende anche il 25 di settembre in cui si svolge la fiera di San Michele Arcangelo dedicata all’esposizione degli animali. La manifestazione è divenuta ormai un punto di riferimento per la comunità morconese e per l’intera provincia di Benevento