PUNTI D'INTERESSE
ANTICA FORNACE
IndirizzoVia Roma
Epoca1600 circa
Descrizione
La calcara ( in dialetto morconese “calecara” ) è una fornace costruita in pietra a secco destinata alla produzione della calce: lavoro anticamente  molto diffuso in luogi ricchi di pietre calcaree e legname. La calce, prodotto molto richiesto particolarmente in un periodo che va, all’incirca, tra la fine del 1600 e la metà del 1800. Per poco meno di due secoli, dunque, le calcare costituirono un’importante fonte di reddito e benessere per le comunità montane che univano così agricoltori, pastori e boscaioli.
Come consuetudine, essa è in parte interrata in quanto sfrutta il terrapieno perimetrale ed ha forma troncoconica rastremata verso l’alto, con una bocca laterale per l’alimentazione del fuoco di cottura e l’estrazione delle ceneri. Le pietre da cuocere erano posizionate a partire dal fondo: si disponevano lungo le pareti in diversi strati di altezza, poi si costruiva una volta a secco che delimitava la camera di “combustione” per l’alimentazione del fuoco.
Si procedeva quindi al riempimento, le pietre erano ricoperte con una “cappa” di argilla nella quale si predisoponevano piccoli fori per la fuoriuscita del fumo. Talvolta sulla sommità della cappa era inserita una croce di ferro, quale simbolo di buon auspicio per la produzione in atto.
La fornace era accesa dalla bocca inferiore e mantenuta costantemente alimentata. Occorreva circa 1 q. di legna per ogni q. di calce ottenuto. Dopo una settimana di fuoco continuo ad oltre 900 gradi di temperatura, il fumo di combustione da freddo e nero diventava rovente e quasi invisibile: era il segnale che si era giunti al termine del ciclo di cottura. Occorrevano un paio di giorni perchè la fornace si raffreddasse, poi, tolta la copertura, la si iniziava a scaricare dall’alto.
Le pietre di calce grezza o viva dovevano essere conservate in contenitori o sacchi chiusi, in ambienti asciutti.  Per utilizzare la calce, era necessario procedere al cosiddetto spegnimento in acqua. Lo spegnimento produce la disgregazione delle pietre, accompagnata dalla produzione di temperature superiori a 100 gradi. Il rapporto tra il peso delle pietre di calce viva e il quantitativo di acqua, determina la formazione di polvere o di grassello di calce.
La polvere era utilizzata in agricoltura come antiparassitario e disinfettante, il grassello per le applicazioni in edilizia, il “latte di calce” - sospensione bincastra con aggiunta del 20-30 % di acqua, utilizzata per la tinteggiatura dei muri. La calce veniva anche usata per modificare il PH dei terreni. Il metodo di costruzione delle fornaci di calce, nonchè il modo di cottura delle pietre stesse, sono rimaste invariate fin dall’epoca dei Romani.